Se il macho Trump difende le donne dall’orco radical chic


Uno degli effetti «indesiderati» della presidenza del «sessista» Donald Trump è che il tappo che un certo establishment liberal americano teneva ben stretto è saltato

Uno degli effetti «indesiderati» della presidenza del «sessista» Donald Trump è che il tappo che un certo establishment liberal americano teneva ben stretto è saltato. Il caso di Harvey Weinstein è emerso proprio quando la rete di protezione «intellettuale» del produttore di Hollywood è venuta meno. Weinstein non era uno qualunque del giro cinematografaro. Era un grande finanziatore del Partito Democratico, era l’uomo che non mancava mai alle cene di fundraising di Hillary Clinton. Era il grande amico della grande nemica proprio di Trump, Meryl Streep. Che in occasione dei Golden Globe lo aveva definito «god».

Lo stupratore seriale, secondo le accuse di decine di attrici, poteva presentarsi nella sede del New York Times e, ricordando la sua importanza come investitore pubblicitario, bloccare un pezzo rischiosissimo che una redattrice del quotidiano aveva messo in piedi. La stessa giornalista, Sharon Waxman, racconta come Matt Damon e George Clooney, distolti per un attimo dalle loro battaglie ecologiste e contro le armi, avessero avuto il tempo di chiamarla per dissuaderla dal pubblicare le notti bollenti del loro produttore. Weinstein da una parte finanziava Michael Moore,…