Ronaldo, il Fenomeno e quell’arrivo all’Inter: «Mi è rimasta nel cuore»


Ronaldo ripercorre l’arrivo nella Milano nerazzurra e rivendica il ruolo di ambasciatore per il Real Madrid: «Mi sento però pronto per un’altra esperienza»

Vent’anni fa e hai l’impressione che gli sembri ieri: quel sorriso conosciuto in tutto il mondo e la 10 dell’Inter. Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, Ronaldo ha ripercorso il passato nerazzurro e il presente madrileno: «Quella scena ce l’ho davanti agli occhi. Arrivo in sede per firmare il contratto e per strada non c’è nessuno, poco dopo mi affaccio al balcone da giocatore dell’Inter e faccio fatica a crederci: una marea di bandiere nerazzurre e di gente, venuta lì solo per vedermi». Stava iniziando, anzi era già iniziata, una storia di amore e lacrime, gioia e rabbia, appartenenza e disincanto. Nei giorni scorsi c’è chi sui social ha scritto che sarà inutile cercare indietro e guardare avanti, perché non si troverà mai nulla di simile. Che il primo anno del Fenomeno all’Inter non è barattabile con nulla, neppure uno scudetto. A Ronaldo esce un sorriso quasi dolce, che gli fa socchiudere gli occhi e spalancare il faccione: «A me dispiace non averlo vinto, lo scudetto: era un progetto bellissimo, era un sogno, anche se poi abbiamo capito che morì un po’ per colpa nostra e un po’ di certe forze esterne, che aiutavano la Juve. Però, sa che è vero? Neanch’io baratterei quell’anno con nulla: ogni vigilia era una grande attesa, di qualcosa che si sapeva poteva…