La stagione tv è ripartita in nero: la cronaca è un lungo serial


Fra le frivolezze dei reality e una certa stanchezza dei programmi di parola (specie dei talk che puntano tutto sul tele-populismo e sembrano diventati tutti uguali), la stagione televisiva è ripartita «in nero»: la cronaca da un’Italia atroce ha offerto un nuovo spunto per la «serializzazione» dell’orrore con il caso della ragazza uccisa a Specchia.

Si sono lanciati sul caso sia la Rai (in particolare con Chi l’ha visto…? su Rai3) sia Mediaset (con Quinta Colonna, su Rete4), ma, almeno al momento, il pubblico sembra mostrare segni di assuefazione. La discussa intervista ai genitori del fidanzato di Noemi, trasmessa da Chi l’ha visto…? il 13 settembre (e poi diventata virale grazie ai social), non ha modificato di molto la media d’ascolto del programma, che si è attestato su 2.144.000 spettatori, per una share del 10,6% (in linea con i dati usuali: nella scorsa stagione il 10,4% di share).

Con la scusa di giustificare le ragioni della messa in onda di quel pezzo di «reality» (i genitori del ragazzo scoprono apparentemente «in diretta» della confessione), mercoledì scorso il programma l’ha rimandata in onda in versione integrale, passando poi a un caso che si potrebbe definire «un classico» (la misteriosa vicenda di Emanuela Orlandi, con le nuove «rivelazioni»). Qui l’effetto serializzazione si è fatto sentire, con gli ascolti medi che sono cresciuti di circa 200mila individui, raccogliendo nel complesso 2.331.000 spettatori…