I centri anti-violenza: «Noi donne lasciate sole»


Una manifestazione contro la violenza alle donne (Ansa)

Una manifestazione contro la violenza alle donne (Ansa)

Sono le donne della violenza. In carne e ossa. Non importa chi la subisce e chi la cura, non importa chi è vittima e chi è esperta. Nel mondo dei centri antiviolenza, riuniti a Rimini per il primo convegno internazionale dedicato al calvario che il genere femminile vive nel nostro tempo, le coordinate tradizionali saltano. C’è la realtà. E la realtà ha ben poco a che vedere con l’allarme degli stupri per le strade o coi dati su denunce e femminicidi. Non servono a nulla, gli strilli dei media e i numeri.

La violenza serve affrontarla, serve cambiarla. I centri lo fanno 365 giorni all’anno attraverso accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità in case rifugio. Sono 160 le strutture presenti in Italia, da Nord a Sud. Sono quasi 7 milioni le donne italiane che hanno subito violenza almeno una volta, nella loro vita. La proporzione è impressionante. Dice di una sfida, e di una fatica: «Quella che facciamo in larga parte senza l’aiuto del governo».

Lella Palladino il 24 settembre scorso è stata nominata presidente dell’associazione nazionale D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), una realtà che da sola raccoglie 80 organizzazioni di donne che si occupano del tema, e 16mila richieste d’aiuto all’anno. «Siamo coinvolti nei tavoli istituzionali, siamo stati presenti agli incontri voluti dal Dipartimento …