Fitness, terza puntata del diario semiserio di un’atleta mancata


Entusiasmo, sconforto, euforia: queste le sensazioni che si sono alternate in me nel corso delle ultime due settimane riguardo l’allenamento Fitandgo che ormai sto seguendo da un mese.
Finora ho fatto 5 sedute in altrettante settimane. E’ quindi arrivato il momento di tirare un po’ le somme di questo primo periodo dedicato al fitness. La partenza, così come vi avevo scritto nelle prime due “puntate” di questo diario, era stata entusiasmante: in meno di un’ora ero riuscita ad allenarmi in maniera più completa e soddisfacente rispetto alle tre/quattro volte settimanali della palestra tradizionale.
Partiamo da una “confessione scabrosa”: quando ho iniziato il programma Fitandgo avevo circa 5 chiletti in più rispetto al mio peso forma, presi un po’ per lo stress e per la mancanza di sonno (fa ingrassare peggio di pasta, dolci e fritti) e un po’ perché – come ormai anche i sassi sanno – io e la dieta siamo su galassie differenti e non ci incontreremo mai.
Il mio scopo, quindi, era quindi quello di tornare in forma – magari pure stile miracolo: un mesetto di questo nuovo protocollo e via, ecco a voi la nuova Cara Delevingne – senza fare alcun tipo di sforzo e in tempi brevissimi.
Invece no: questo tipo di miracolo avviene solo passando attraverso le mani di un bravo chirurgo plastico, e neanche sempre.
In questo mese ho quindi esaminato sia la forma del mio corpo che il mio peso per vedere se e quali trasformazioni ci sarebbero…