Air Berlin: ricorso Raynair, la Ue valuta gli aiuti di stato


MILANO – Una grana di cui Angela Merkel avrebbe fatto volentieri a meno. A poco più di un mese dal rinnovo del Parlamento federale, la Cancelliera tedesca deve provvedere al salvataggio di Air Berlin, la seconda compagnia aerea tedesca e la settima in tutta Europa per numero di passeggeri trasportati. Un salvataggio che passa inevitabilmente per una procedura fallimentare e la nomina di un commissario. Del resto, era diventato possibile andare avanti senza una ristrutturazione o un nuovo acquirente: l’ultimo bilancio in utile risale al 2012 e l’anno scorso il rosso è stato di 782 milioni. Le entrate non riescono a garantire il pagamento delle rate del leasing e il debito è in crescita. Esattamente come è accaduto per Alitalia, alla quale Air Berrlin è legata tramite Etihad: la compagnia degli Emirati – fino a poche settimana fa socio di controllo di Alitalia – ha il 30 per cento della società tedesca.

Oltre al danno di immagine, con l’efficienza economica teutonica per una volta messa in dubbio, la Merkel ora deve vedersela anche con la Commissione europea. Bruxelles vuole vederci chiaro sulle manovre mezze in campo da Berlino per il salvataggio della compagnia, per capire se non abbia passato il limite concesso per gli aiuti di Stato. Non l’ha fatto d’ufficio ma sollecitata da un ricorso presentato da Ryanair, diretta concorrente di Air Berlin specializzata a sua volta nei voli low cost. Gli irlandesi temono che il governo tedesco sia in manovra…