Forse tra i vichinghi anche le donne potevano essere guerriere


Un gruppo di archeologi dell’Università di Uppsala, in Svezia, ha confermato che in una tomba vichinga piena di armi che gli storici davano per certo essere appartenute a un guerriero, era sepolta una donna. La tomba, identificata con la sigla Bj 581, fa parte del sito archeologico di Birka, un importante centro commerciale vichingo tra il settimo e l’ottavo secolo, che si trova a Björkö, una piccola isola del lago Mälaren, poco lontano da Stoccolma. Non esistono altri casi di tombe vichinghe in cui i resti di una donna siano stati trovati insieme ad armi, quindi finora gli storici avevano sempre escluso che fossero davvero esistite guerriere vichinghe, considerando le donne guerriere (le “skjaldmær”) delle saghe nordiche come semplici figure mitologiche, come le valchirie. La tomba Bj 581 però potrebbe mettere in discussione questa convinzione secondo le conclusioni dei ricercatori, pubblicate sull’American Journal of Physical Anthropology.

Birka, che dal 1993 fa parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è stata scoperta nella seconda metà dell’Ottocento e così la tomba Bj 581, al cui interno furono trovati una spada, un’ascia, una lancia, arco e frecce, un coltello da battaglia, due scudi, i resti di due cavalli e dei pezzi di un gioco da tavolo simile agli scacchi, forse il hnefatafl. Per anni si diede per scontato che le ossa nella tomba appartenessero a un uomo perché questi erano oggetti da guerrieri. Negli anni Settanta…