La frustazione di Higuain, i pallori di Dybala: le spine di una Juve che si scopre fragile


BARCELLONA – La pessima nottata della Juventus al Camp Nou si è chiusa con Higuain che, sostituito dal giovane debuttante Caligara, ha inalberato il dito medio ai tifosi catalani che lo sbeffeggiavano, ma forse in quella reazione maleducata c’entrava anche il nervosismo per un’altra partita di livello mondiale in cui lui ha fatto l’ennesima figura magra, oppure la frustrazione per quella sostituzione umiliante. Se l’Uefa decidesse di comportarsi con severità potrebbe anche squalificarlo per un turno, anche se il gestaccio è stato fuggevole, più isterico che arrogante. Una tonteria, la chiamerebbero in Spagna. Una sciocchezza.

Ma Higuain è solamente uno degli aspetti di un problema con molte facce, che si specchia difatti anche nei pallori internazionali di Dybala o nella tenuta di una difesa oggettivamente più debole di quella degli ultimi anni: prima che dal Barcellona, aveva incassato tre gol anche dalla Lazio, e persino due dal Genoa. Però è anche vero che la sconfitta del Camp Nou può fare testo fino a un certo punto, perché ci sono partite in cui Messi farebbe fare brutta figura anche a undici Cristiano Ronaldo e perché nessuno, nemmeno la squadra vice-campione d’Europa, può permettersi di mettere piede nella casa del Barcellona senza sette giocatori, di cui almeno tre di importanza fondamentale (Mandzukic, Khedira e Chiellini) e un altro paio (Lichtsteiner e Cuadrado) quasi indispensabili, almeno fino a quando le loro riserve (De Sciglio e…